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venerdì 29 ottobre 2010

La redazione consiglia


Finanza comportamentale. Psicologia delle scelte


Come orientarsi, oggi, nella complessità del mercato?
La sola conoscenza tecnica degli strumenti finanziari non è più sufficiente per affrontare una realtà che si evolve e che richiede uno scambio continuo con le componenti psicologiche che regolano le scelte. La finanza comportamentale è una risposta concreta a queste nuove esigenze.

Gli autori la propongono come un percorso che può essere rivolto sia al consulente, mosso dall'intento di comprendere appieno le dinamiche del mercato e del rapporto con gli intermediari (finanziari, bancari e assicurativi), sia ai clienti/investitori che desiderino acquisire maggiore consapevolezza e autonomia nella gestione delle proprie risorse economiche.

Il testo prende in considerazione le teorie normative e le teorie descrittive, spesso, tra loro complementari per spiegare il comportamento dei diversi operatori economici in situazioni di incertezza, associando al contributo concettuale una serie di schede, di esempi e di esperimenti trasferibili alle attività svolte "sul campo".

Dettagli del libro
Titolo: Finanza comportamentale. Psicologia delle scelte
Autori: Franzosini Gianfranco, Franzosini Sogol
Editore: libreriauniversitaria.it
Collana: Nuovi pensieri
Data di Pubblicazione: Ottobre 2010

lunedì 4 ottobre 2010

Motivazione e pensiero laterale


Una mappa delle idee di Daniel Pink sulla motivazione

 “C’è una discrepanza tra ciò che la scienza conosce e ciò che le imprese fanno!” – D. Pink

La dottrina di Daniel Pink, laureato in legge a Yale ed ora autore famoso di tematiche di business, riflette sui premi e gli incentivi ai lavoratori e sui modelli di motivazione, contribuendo alla definizione di nuovi riconoscimenti alla Direzione Risorse Umane da parte dei membri della business community.

Come autore D. Pink ha pubblicato quattro libri: Free Agent Nation; The Future of Working for Yourself; A Whole New Mind; Le Avventure di Johnny Bunko e, il più recente Drive, pubblicato anche in italiano.

giovedì 1 luglio 2010

Morire di stress


France Télécom due anni dopo

 Spesso si associa lo stress all’idea di un malessere omnicomprensivo, un disturbo talmente generico da non essere nemmeno curato. Eppure il fenomeno stress da lavoro correlato è tutt’altro che un effetto collaterale di poco conto. E’ un disagio che parla di difficoltà esistenziali, di alienazione professionale, di mortificazione umana. E a volte, anche di suicidio. 

La sicurezza sul lavoro, lo sanno tutti, non è solo una questione di caschetto giallo in testa. L’attenzione all’equilibrio psicologico e al grado di soddisfazione di un lavoratore non è meno importante della sua incolumità fisica. Ma quanto è percepibile? Quanto è gestibile, monitorabile? Certamente ogni occupazione comporta fatica e con essa un sovraccarico di tensione mentale di cui fa le spese il sistema nervoso. Ma qual è la soglia di allarme oltre la quale la corda si rompe?