Relazioni sindacali dopo il caso Fiat - Mirafiori
Il Dibattito
1. La tesi di Marchionne è che occorre
guardare allo sviluppo industriale italiano con occhi radicalmente nuovi,
poiché le vecchie logiche - dice - non consentono di stare al passo con le
sfide dell’economia globale, in primis quelle che arrivano dai paesi emergenti.
Che ne pensa?
C. La valutazione di Marchionne, a proposito
della concorrenza degli altri paesi, non è di per sé sbagliata. Il problema
sono le scelte che lui adotta: scelte che sembrano non andare in direzione di
una reale competitività di Fiat nel nostro paese. Non a caso, come sta
emergendo, Marchionne ha scelto di andar via dall’Italia.
Il problema della
Fiat oggi non è, come sembra, quello di abbattere il costo del lavoro. Il
difetto non è nel sistema di produzione, bensì nel fatto che l’azienda non è
più in grado di vendere le sue auto sul mercato: è una questione di capacità di
vendita, di qualità dei modelli, non di produzione.
T. Certamente occorre innovare. Ma
l’innovazione non deve riguardare solo i rapporti di lavoro, bensì anche le
strutture organizzative, produttive e tecnologiche. Ognuno deve fare la sua
parte. Fiat ha certamente dei problemi con la Fiom, però deve ancora dimostrare
di essere all’altezza dell’innovazione di prodotto.
Fino ad
ora abbiamo qualche dubbio che sia così: lo stesso Marchionne riconosce le
difficoltà di rendere competitivi i suoi prodotti.