Cigni bianchi o cigni neri?
Da
molto tempo mi sono unito alla folta schiera di quelli che (ogni tanto..) riflettono
sull’antinomia “casualità/volontà”. Ossia sulla questione se la vita e suoi
accadimenti siano determinati solo dal caso, dal destino, dall’ignoto, ovvero
come con un’intelligente e metodica applicazione si possano raggiungere i
propri obiettivi, pianificando il futuro.
Porto
a me stesso prove e citazioni a sostegno e confutazione dell’una o dell’altra
tesi. Per altro c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Tra
quelle che da sempre di più mi colpiscono,
l’osservazione di un capo che frequentavo agli esordi della carriera “l’importante è la culla” e il pensiero
di una saggia amica e collega “lascia
fare al destino”; “Faber est suae
quisque fortunae” (Appio
Claudio Cieco? Sallustio? Autenticità molto discussa!); “E' vero che non sei responsabile di quello
che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei” (Jean Paul
Sartre) ….e via dottamente disquisendo.
