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mercoledì 7 maggio 2008


Innovazione Risorse Umane in Giappone e Corea

Intervista ai professori Kagono Tadao e Hirano Mitsutoshi dell’Università di Kobe in Giappone.
Oggi, nel mondo economico e aziendale si parla molto di innovazione (di prodotti, di servizi, di tecnologie, etc.) per aumentare la competitività. Secondo voi vi è la stessa attenzione rispetto all’innovazione nella gestione delle risorse umane e dell’organizzazione?

Kagono – “Vi sono due tipi di innovazione. Una riguarda i prodotti e il servizio, l’altra consiste nell’innovazione dei processi del business. In Giappone, l’attenzione si sta focalizzando su quest’ultima e soprattutto sull’innovazione nelle risorse umane”.

Hirano – “ L’innovazione è gestione come organizzazione e consiste in una nuova integrazione della dipendenza reciproca tra i vari sistemi. Sono le persone che sviluppano le tecnologie, producono e vendono i prodotti, la struttura aziendale dove lavorano le persone. Nella struttura non ci sono solo gli imprenditori geniali ed i tecnologi, ma anche persone normali, e tutti hanno una grande importanza. L’innovazione dell’organizzazione e delle risorse umane consiste nelle azioni che si rapportano più direttamente con le interfacce tra i sistemi creati dagli uomini o tra i sistemi. Di conseguenza, siamo a pari importanza con l’innovazione dei prodotti, dei servizi, della tecnologia”.


Insegnate in prestigiose università in Giappone ed altrove, paesi all’avanguardia nell’innovazione; siete poi consulenti di importanti multinazionali: dove si fa più innovazione nella gestione delle risorse umane e organizzazione?
Kagono - “Direi in Corea del sud. Anche negli Stati Uniti e in Giappone, ma è
soprattutto la Corea ad essere interessante oggi”.
Hirano - “L’innovazione riceve restrizioni dai limiti delle persone e delle società del tempo. E’ inoltre influenzata dal sistema sociale, dalla storia e dalla cultura di un Paese. Quindi piuttosto che domandarsi quale Paese è migliore nell’innovazione, conviene pensare al fatto che la tipologia dell’innovazione differisce da Paese a Paese.
L’Italia per esempio è eccellente nell’innovazione nel design, l’America nei multimedia, il Giappone nel ‘modo di produrre ’ ” .

Quali sono le aziende o le istituzioni più innovative nella gestione delle
risorse umane? Con quali programmi?
Kagono- “La coreana Samsung. Compie innovazione nelle risorse umane focalizzandosi sulla formazione del personale”. E anche la giapponese Keyence ha iniziative interessanti. La Samsung SDI è uno dei leader mondiali nell’elettronica di consumo, non ha un sindacato strutturato interno ed ha adottato un modello top-down di coinvolgimento, che utilizza le metodologie della Lean Production, il TQM ed il 6Sigma. Duro programma di training, obbligo di parlare la lingua locale per chi lavora nelle sedi estere. Samsung ha un sistema esteso di comunicazione interna, di information sharing, di rappresentanza non sindacale dei dipendenti. Vi sono aspetti attitudinali delle HRM curati con grande attenzione per promuovere la cooperazione tra il management ed i lavoratori. Sta lavorando attivamente alla partecipazione.
La Keyence è l’azienda giapponese con lo stipendio vitalizio (somma di tutte le remunerazioni ricevute durante il periodo di lavoro presso l’azienda) più alto in assoluto, pari a circa 620 milioni di yen (3,875milioni di euro circa), secondo alcune riviste. Keyence produce apparecchi di misura venduti a clienti come NASA e Boeing.
Hanno una organizzazione “flat” e una grande attenzione ai “fundamentals” del business: razionalità e pari dignità dei dipendenti e lavoratori.
Su 1700 dipendenti diretti, 1000 sono venditori, che sono selezionati ed assunti sulla base della loro capacità di ascoltare e comunicare, in quanto la loro attività consiste in consulenza presso i clienti-produttori perché possano ottenere il massimo valore aggiunto dato dai loro sensori nell’incrementare la produttività delle linee. Una particolarità del sistema di training consiste nell’adozione di role-playing prima e dopo l’On-the-job-training (OJT). Un responsabile può salire di grado solo quando ha formato il suo successore ”.
Hirano – “Il modello classico è la Toyota. Inoltre l’industria produttiva giapponese è innovativa. I punti di forza delle aziende giapponesi sono il product innovation e il process innnovation. La regolazione minuta nella progettazione dei componenti, la gestione integrata dei processi, il coordinamento intenso tra le aree aziendali, la comunicazione precisa con i fornitori, la creazione di alta qualità nel punto di contatto con il cliente. Sono questi gli elementi che sostengono l’innovazione in Giappone. In Giappone funzionano bene i programmi che riguardano la formazione sul posto, lo sviluppo organizzativo della conoscenza ottenuta sul lavoro, quelli che tirano fuori la conoscenza accumulata. La caratteristica giapponese consiste nella grande distribuzione dello skill conoscitivo di persone che possono fronteggiare gli imprevisti ed i cambiamenti.
Questo costituisce la base della gestione delle risorse umane giapponesi che hanno la job-rotation ad ampio spettro e la pratica della valutazione dei lavoratori della produzione ”.

In futuro, quali pensate saranno o dovranno essere le innovazioni più significative nella gestione delle risorse umane e nei processi organizzativi?
Kagono - “Credo sia l’innovazione di tutta la supply chain che scavalchi i confini aziendali. In Giappone sto osservando questo in Keyence e Sysmex. In particolare la Sysmex è leader mondiale nei test clinici di laboratorio per sangue, urine e altri campioni, fornendo strumenti e reagenti per test clinici di laboratorio nonché sistemi informatici all’interno di un onnicomprensivo servizio e sistema di supporto. L’unicità consiste nell’integrazione di varie tecnologie e sistemi, per offrire una diagnosi precisa e personalizzata, oltre che ad un sistema di monitoraggio online che connette i clienti con il centro di supporto tecnico. Hanno un sistema di formazione del personale molto avanzato e specializzato”.
Hirano - “In ciascun Paese esiste una fonte diversa delle innovazioni, propria di quel Paese. E’ importante capire che non si hanno gli stessi risultati solo imitando le best practices. L’Italia ed il Giappone hanno punti di forza diversi nell’innovazione.
Quello che conta è imparare dalla storia, comprendere i punti di forza delle innovazioni di ciascun Paese e adattarli all’ambiente attuale, facendoli progredire. Nello stesso tempo imparare i punti di forza degli altri Paesi e colmare così le proprie debolezze ”.

Intervista a cura di Kazuo Inumaru
Amministratore delegato di Oriens srl. Insegna all’Università di Pavia. Si occupa di innovazione, organizzazione della produzione e di rapporti Italia-Giappone. 

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