Il rapporto Mading – Aidp 2007
“Innovazione nella gestione
delle risorse umane”
In questi ultimi anni, i
dipartimenti che stanno innovando di più, all’interno delle aziende, sono
quelli che si occupano delle Risorse Umane. Sottolineano questa tendenza i dati
della Ricerca “Innovazione nella
gestione delle risorse umane in Italia” avviata da Mading nel 2006 con il sostegno dell’Associazione Italiana
Direttori del Personale (Aidp) nel 2006 e proseguita con la collaborazione delle
università Liuc di Castellanza e Luiss di Roma nel 2007.
Nello studio, condotto su 110
aziende (80 grandi e 30 Pmi) con oltre 500 dipendenti, le realtà più
rappresentate (23 per cento) hanno un fatturato al sotto dei 50 milioni di
euro, seguono quelle tra i 50 e i 150 milioni di euro (20 per cento) e quelle
oltre il miliardo (18 per cento). Quasi la metà delle aziende coinvolte
risultano essere industrie manifatturiere ma sono però ben rappresentati tutti
i settori in particolare quello dei trasporti e logistica, le assicurazioni, la
sanità e l’energia.
Secondo l’indagine quasi la metà
degli intervistati ritiene che la propria azienda sia molto sensibile ai
processi di innovazione nella gestione delle Risorse Umane. Anche per ciò che riguarda
l’innovazione del disegno organizzativo, circa un terzo degli intervistati
ritiene che la realtà nella quale lavora sia ben disposta a sviluppare questi
temi.
In merito
alle attività presidiate dalle Direzioni Risorse Umane, la formazione si attesta la principale l’attività svolta e quella che
negli ultimi due anni, sia nei sistemi organizzativi che di gestione, si è
innovata di più (oltre il 55 per cento).
Seguono, per
innovazione e per presidio, altre attività come l’amministrazione del personale e il cambiamento organizzativo (ha innovato per il 45 per cento), la
comunicazione interna (oltre il 40 per cento), le politiche retributive (qui l’innovazione è arrivata quasi al 40
per cento) e la valutazione delle
prestazioni (presidiate oltre il 70 per cento e innovate oltre il 35 per
cento).
Il confronto delle risposte tra grandi e piccole medie imprese
mette in luce invece che le piccole innovano molto di meno e l’unico settore in
cui superano le grandi sono il dimensionamento degli organici, l’outsourcing,
il reclutamento e le relazioni sindacali.
I principali fattori di spinta verso
l’innovazione risultano essere
la maggiore efficienza organizzativa,
il maggiore supporto allo
sviluppo del business e gli effetti organizzativi della globalizzazione.
Alcune attività come l’amministrazione
del personale, l’analisi e descrizione dei ruoli, la formazione, il
reclutamento e la selezione del personale, le politiche retributive, la
gestione dei contenziosi e le relazioni sindacali vengono presidiate
dalla maggior parte delle Direzioni Risorse Umane e Organizzazione. Altre, più
di “frontiera”, vengono gestite solamente da una parte degli intervistati.
Gli interventi di innovazione sono collegati allo “stadio del ciclo di vita
dell’azienda” e sono:
- Il graduale inserimento di metodologie e
interventi “tradizionali” in aziende che storicamente non li gestivano.
- La rivisitazione in forma innovativa di
aree di presidio “tradizionali”.
- L’ importante diffusione dell’Information
Systems nei processi RU (amministrazione e gestione, formazione,
sviluppo).
- Il basso presidio di aree che sono
collegate a cambiamenti sociali e di mercato come il diversity management,
il telelavoro, il life work balance.
I temi più di “frontiera” come la
gestione delle diversità, la mobilità, le politiche occupazionali, la
progettazione organizzativa di per sé innovativi, vengono affrontati
solamente dalle aziende, che nel loro “ciclo di vita” sono più all’avanguardia.
La gestione delle
diversità, contrariamente a
quanto avviene negli USA e in parte dell’Europa, non è ancora un tema
particolarmente significativo in Italia.
Le
imprese che si occupano di gestire le diversità sono realtà
all’avanguardia: vengono
introdotti processi del tutto nuovi quali ad esempio workshop per il progetto
d’integrazione che si sviluppano attraverso precise policy (codice etico) e
sulla base di accurate analisi.
Il telelavoro, salvo alcune eccezioni soprattutto nel settore dell’Information &
Communication Technology, non è ancora diffuso anche se in alcune aziende però
sono sono stati incontrati metodi innovativi di utilizzo di questa risorsa:
viene utilizzato per consentire alle neomamme di interfacciarsi col proprio
lavoro in maniera flessibile, mentre in altre realtà viene utilizzato come
strumento di gestione della flessibilità degli orari e per il miglioramento
della life work balance.
Temi quali la Mobilità interna e le
Carriere internazionali
stentano ad assumere l’importanza e la diffusione presenti in altri paesi. Si
distinguono solo alcune multinazionali. In Italia, infatti, il personale è
ancora poco propenso ad effettuare spostamenti frequenti.
L’inserimento di nuove risorse, vede una graduale evoluzione che affianca
figure professionali con profili prevalentemente tecnici, figure meno
specialistiche ma più flessibili (per esempio, cominciano ad essere in sviluppo
le assunzioni di laureati in filosofia).
La maggioranza delle aziende ha concentrato i
propri sforzi sui temi del cambiamento organizzativo e, di conseguenza, nella formazione necessaria
per rendere coerente gli atteggiamenti e i comportamenti del personale.
Nonostante gli sforzi profusi, però, si percepisce e si dichiara che per molte
aziende sono ancora da sviluppare i temi del Cambiamento Culturale, della
Comunicazione interna e del Cambiamento Organizzativo.
Avanza la consapevolezza che si debba lavorare
sull’ingaggio della popolazione over 40
E’ forte il sentimento che il bilanciamento tra
tempo personale e tempo professionale (life work balance), soprattutto per i manager, sia un tema da affrontare e, più in generale, che bisogna ripensare
il patto tra azienda e persona. Per facilitare il bilanciamento tra tempo personale
e tempo professionale (life work balance), alcune grandi aziende hanno
introdotto la possibilità di utilizzare una serie di servizi per la persona
utili a migliorare la qualità della vita. Si va dai servizi di lavanderia e
ristorante localizzati nei pressi dell’impresa, al servizio di asilo, fino alla
possibilità di organizzare, nei week end, eventi sportivi o ricreativi cui
possono partecipare in gruppo tutti
dipendenti.
In conclusione il rapporto 2007 sulla
innovazione nella gestione delle risorse umane conferma alcuni fattori
fondamentali già emersi nel 2006 che determinano la spinta verso l’innovazione
come maggiore focus organizzativo, maggiore esigenza di supporto allo sviluppo
del business, effetti organizzativi della globalizzazione.
Dal rapporto 2007
emergono inoltre anche ulteriori ragioni che spingono a innovare nella gestione
delle risorse umane, come l’esigenza di
politiche retributive ad hoc per il singolo. Diverse aziende infatti vorrebbero
sviluppare nuove politiche retributive che siano specifiche sulle reali
capacità e potenzialità del singolo.
La formazione si
conferma un aspetto importante della gestione su cui si concentrano innovazioni
di processo quali il community action program (formazione manageriale integrata
con analisi bisogni), mediateche per l’autoformazione, learning by doing.
Continua il trend
dell’outsourcing di funzioni amministrative quali ad esempio la gestione
payroll, ma soprattutto il continuo sviluppo di strumenti di information and
comunication technology che velocizzano i controlli, facilitano la
comunicazione interna.
La comunicazione
interna è in forte sviluppo soprattutto grazie alla comparsa sul mercato di
nuovi programmi e funzioni che consentono di utilizzare i sistemi informativi
con interfacce più “user friendly”, più semplici e veloci. Vi è la ricerca di
maggior trasparenza, di avere condivisione e possibilità di recepire
suggerimenti attraverso forum, intranet e con l’utilizzo sinergico dei diversi
canali disponibili.
Si sviluppa la
tendenza che vede i Direttori Risorse Umane dedicati non solo alla propria
funzione ma anche ad altre funzioni, come quelle strategiche e di supporto al
business.
Nelle PMI è sempre
più frequente la presenza di Direttori Risorse Umane che operano “part-time” su
più aziende contemporaneamente: questo significa che alcuni di loro presidiano
contemporaneamente fino a tre o quattro aziende nella stessa settimana.
Le PMI presentano
inoltre altri interessanti fenomeni. Il primo è legato al fatto che, malgrado
le dimensioni più ridotte, alcune di queste sono spinte a sofisticare i
processi organizzativi e i processi organizzativi e di gestione delle risorse
umane come le grandi, spinte dall’esigenza di competere sui mercati globali. Il
secondo è che la presenza di contratti atipici comporta però una attenzione
alla gestione delle persone pari a quella dedicata a chi è assunto con
contratti a tempo indeterminato.





Nessun commento:
Posta un commento