Salvatore
Natoli, professore di Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di
Milano Bicocca, nel suo L’edificazione di sé (Laterza 2010),
ci propone un saggio breve, ma
denso di contenuti e concetti stimolanti, in cui tratta l’identità, il rapporto
con gli altri e il senso da dare alla propria esistenza in un mondo complesso,
mobile e frammentato.
Il
tema di base è la virtù, declinata nella fortezza, temperanza e coraggio,
costruita e dimostrata nel rapporto verso di sé e verso gli altri.
Natoli
non si riferisce alla virtù cristiana, la virtù che si genera nella privazione
e nel rigore; egli parte invece dall’aretè
dei greci: il
termine appartiene alla medesima famiglia del verbo aretào, che vuol dire “prosperare” e persino “essere fortunati”.
Significa anche fertilità. Possedere
l’aretè ha allora il valore del mettere a frutto le proprie doti o
predisposizioni.


