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martedì 21 maggio 2013

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Cambiamo tutto!
di Riccardo Luna

In questo agile libro, l’autore Riccardo Luna racconta la rivoluzione degli innovatori, che è in corso nel nostro Paese. Una rivoluzione che non si fa riempiendo le piazze, ma cambiando le nostre vite, nel modo di fare scienza, nel come si condivide la conoscenza o si creano posti di lavoro o ancora si producono beni. Un libro che è un inno all’ottimismo, in cui si racconta la vita degli startupper che il lavoro non lo cercano, perché provano a crearselo, inseguendo un’idea innovativa. Tutto sta cambiando, perché abbiamo a disposizione la prima arma di costruzione di massa che è Internet. Ecco perché, secondo Luna, oggi dobbiamo essere ottimisti; il mondo attorno a noi può cambiare in meglio, grazie a tre parole d’ordine: trasparenza, partecipazione e collaborazione e alla voglia di ciascuno di noi di provarci. Le startup, per la cultura dei loro fondatori, sono lontane anni luce dal nanismo di cui soffrono certe piccole imprese; non dimentichiamo che furono startup anche Microsoft, Apple, Google e Facebook. Luna dedica il primo capitolo del libro proprio agli startupper, ovvero di come si possono creare posti di lavoro grazie al web e del perché dobbiamo diventare la startup di noi stessi. Molti giovani italiani ci stanno provando; il saggio di Luna non è tanto una guida ma piuttosto un inno all’ottimismo, per incoraggiare, attraverso le storie di chi ce l’ha fatta, chi ci sta provando, nonostante mille ostacoli.

La scheda del libro:
Titolo: Cambiamo tutto!
Autore: Riccardo Luna
Editore: Laterza
Anno: 2013
Pagine: 163
Prezzo: euro 11.90 

lunedì 20 maggio 2013

Imprese familiari: consigli utili per una buona successione


I consigli del Professor Alberti, autore di una ricerca sulle Pmi

L’impresa famigliare rappresenta un’istituzione fondamentale del capitalismo italiano e di quello di altri Paesi del mondo. Secondo le stime della Commissione Europea, le imprese di famiglia rappresentano, tra il 65 e l’80% delle aziende del mondo ed il 93% in Italia, impiegando il 52% della forza lavoro e producendo il 70% del Pil. Il Professor Fernando Alberti, docente di Economia delle Pmi all’Università Liuc di Castellanza, ha compiuto uno studio sulle imprese famigliari, identificando quattro macrocategorie:
  1.  imprese domestiche di piccola dimensione, in cui il capitale è posseduto da un solo proprietario, che è tipicamente il fondatore o il successore
  2. imprese famigliari tradizionali, che hanno un modello di proprietà simile al precedente, ma la loro dimensione può essere anche più grande e la gestione può essere affidata a soggetti non famigliari
  3. imprese famigliari allargate, dove il modello di proprietà è chiuso alla sola famiglia ma allargato a molti membri e la gestione è affidata sia a persone interne sia a persone esterne alla famiglia stessa
  4. imprese famigliari aperte, che hanno una dimensione medio grande ed hanno un modello di proprietà che comprende anche soci non appartenenti alla famiglia.

lunedì 13 maggio 2013

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Elogio della piccola impresa
di Giulio Sapelli

Nel suo interessante saggio, Sapelli, editorialista del Corriere della Sera e docente di Economia Politica all’Università Statale di Milano, affronta il tema della piccola impresa, spina dorsale dell’economia italiana. Non antitetica ma complementare e sinergica rispetto al big business, nel nostro Paese, la piccola impresa è stata il veicolo dell’affermazione sociale delle classi subalterne, rappresentando un inesauribile serbatoio di imprenditorialità e forza creatrice. La sua crisi attuale è lo specchio della crisi di un intero sistema sociale prima che economico. Secondo Sapelli, la piccola impresa italiana può risorgere, trasformata e rafforzata, a patto che il sistema sociale sappia sostenerla, rifondando l’economia sulla persona e la famiglia. L’autore analizza nel suo libro anche il carattere e la forma della microimpresa italiana. Si tratta soprattutto di imprese a conduzione famigliare, che per Sapelli, non hanno la necessità di crescere per quel che riguarda il numero di persone coinvolte, ma sono chiamate a confrontarsi con le nuove e globali sfide dell’economia mondiale in crisi e devono quindi saper diversificare e raggiungere i mercati che si offrono alla loro produzione. Il modello sociale e famigliare incarnato dalla piccola e microimpresa italiana offre, secondo l’autore, speranze reali per il rilancio e una nuova fase del capitalismo produttivo di rilevanza sociale. Un saggio agile e scorrevole, anche per i “non addetti ai lavori”, ricco di dati e di testimonianze dirette di imprenditori, attraverso le quali comprendere la geografia della piccola impresa italiana, che non si vuole arrendere alla crisi, ma anzi essere protagonista della ripresa.

Scheda del libro:

Titolo: “Elogio della piccola impresa”
Autore: Giulio Sapelli
Editore: Il Mulino
Anno: 2013
Pagine: 116