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lunedì 20 maggio 2013

Imprese familiari: consigli utili per una buona successione


I consigli del Professor Alberti, autore di una ricerca sulle Pmi

L’impresa famigliare rappresenta un’istituzione fondamentale del capitalismo italiano e di quello di altri Paesi del mondo. Secondo le stime della Commissione Europea, le imprese di famiglia rappresentano, tra il 65 e l’80% delle aziende del mondo ed il 93% in Italia, impiegando il 52% della forza lavoro e producendo il 70% del Pil. Il Professor Fernando Alberti, docente di Economia delle Pmi all’Università Liuc di Castellanza, ha compiuto uno studio sulle imprese famigliari, identificando quattro macrocategorie:
  1.  imprese domestiche di piccola dimensione, in cui il capitale è posseduto da un solo proprietario, che è tipicamente il fondatore o il successore
  2. imprese famigliari tradizionali, che hanno un modello di proprietà simile al precedente, ma la loro dimensione può essere anche più grande e la gestione può essere affidata a soggetti non famigliari
  3. imprese famigliari allargate, dove il modello di proprietà è chiuso alla sola famiglia ma allargato a molti membri e la gestione è affidata sia a persone interne sia a persone esterne alla famiglia stessa
  4. imprese famigliari aperte, che hanno una dimensione medio grande ed hanno un modello di proprietà che comprende anche soci non appartenenti alla famiglia.

lunedì 13 maggio 2013

La redazione consiglia...


Elogio della piccola impresa
di Giulio Sapelli

Nel suo interessante saggio, Sapelli, editorialista del Corriere della Sera e docente di Economia Politica all’Università Statale di Milano, affronta il tema della piccola impresa, spina dorsale dell’economia italiana. Non antitetica ma complementare e sinergica rispetto al big business, nel nostro Paese, la piccola impresa è stata il veicolo dell’affermazione sociale delle classi subalterne, rappresentando un inesauribile serbatoio di imprenditorialità e forza creatrice. La sua crisi attuale è lo specchio della crisi di un intero sistema sociale prima che economico. Secondo Sapelli, la piccola impresa italiana può risorgere, trasformata e rafforzata, a patto che il sistema sociale sappia sostenerla, rifondando l’economia sulla persona e la famiglia. L’autore analizza nel suo libro anche il carattere e la forma della microimpresa italiana. Si tratta soprattutto di imprese a conduzione famigliare, che per Sapelli, non hanno la necessità di crescere per quel che riguarda il numero di persone coinvolte, ma sono chiamate a confrontarsi con le nuove e globali sfide dell’economia mondiale in crisi e devono quindi saper diversificare e raggiungere i mercati che si offrono alla loro produzione. Il modello sociale e famigliare incarnato dalla piccola e microimpresa italiana offre, secondo l’autore, speranze reali per il rilancio e una nuova fase del capitalismo produttivo di rilevanza sociale. Un saggio agile e scorrevole, anche per i “non addetti ai lavori”, ricco di dati e di testimonianze dirette di imprenditori, attraverso le quali comprendere la geografia della piccola impresa italiana, che non si vuole arrendere alla crisi, ma anzi essere protagonista della ripresa.

Scheda del libro:

Titolo: “Elogio della piccola impresa”
Autore: Giulio Sapelli
Editore: Il Mulino
Anno: 2013
Pagine: 116

venerdì 10 maggio 2013

Contro la crisi arriva il temporary manager


Federmanager propone alle aziende un manager a tempo per rilanciarsi

Un dirigente a tempo, che lavorando in team, aiuti le aziende ad affrontare situazioni di cambiamento; un inserimento temporaneo in azienda di professionisti qualificati, con deleghe, obiettivi e tempi predeterminati. Questo in sintesi il progetto partito da Federmanager, l’associazione di categoria dei manager. Il primo punto di contatto tra l’impresa ed il temporary management è lo sportello; attraverso Federmanager o altre associazioni di categoria, l’azienda espone i propri problemi, fino alla definizione dei contorni della questione che intende risolvere, come la sistemazione dei conti, l’apertura a nuovi mercati o la gestione di nuovi progetti. Il primo approccio può dare luogo a semplici consigli, oppure rappresentare l’inizio di un percorso di collaborazione, individuando le figure professionali da coinvolgere..