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giovedì 4 aprile 2013

La redazione consiglia...


La dittatura delle abitudini
di Charles Duhigg

Spiegare come cambiare le abitudini e migliorare la qualità della propria vita e del propri lavoro, è l’obiettivo del saggio di Charles Duhigg, giornalista del New York Times, inviato di guerra e autore di numerose inchieste giornalistiche. Partendo dal presupposto che le abitudini compongono il 40% del nostro comportamento quotidiano, per poterle modificare occorre identificarne le componenti. Spesso le abitudini sono inconsce, dunque, per cambiarle, bisogna prima diagnosticarle e riprogrammare il proprio modo di agire.
Alla base di ciascuna abitudine, secondo l’autore, si nasconde uno specifico circolo neurologico che si divide in tre parti: segnale, routine e gratificazione. Solo una volta compreso il loop dell’abitudine è possibile iniziare a modificare il proprio comportamento e, per riuscirci, è fondamentale avere un piano. Nel libro, partendo da esempi molto concreti, Duhigg aiuta ad individuare le abitudini che non riguardano soltanto la singola persona, ma anche le istituzioni e le aziende. Le abitudini non sono un destino ineluttabile ma, imparando a trasformarle, è possibile migliorare la propria vita o incrementare la produttività di un’azienda. In pratica anche il cambiamento organizzativo, in fondo, è una questione di abitudini.
Prese nel loro complesso, le abitudini influenzano enormemente la nostra salute, il nostro lavoro, la nostra situazione economica e la nostra felicità. L’autore nel libro tratta diversi casi significativi, dove, a partire dalle proprie abitudini, e agendo su di esse, si possono ottenere grandi successi, come quel generale americano che riuscì ad eliminare i tumulti di piazza in Iraq, oppure l’impresa del nuotatore Michael Phelps, che ottenne i suoi record mondiali nonostante avesse occhialini difettosi.


Scheda del libro:
Titolo: “La dittatura delle abitudini”
Autore: Charles Duhigg
Editore: Corbaccio
Anno: 2012
Costo: 18.80 euro
Pagine: 432

martedì 12 marzo 2013

La redazione consiglia...


Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo
di Federico Rampini

Il saggio di Federico Rampini si occupa di un tema centrale, ancorché poco approfondito, che riguarda la società ma soprattutto il mondo del lavoro e la sua organizzazione, ovvero il ruolo dei lavoratori over 50. Nelle analisi degli esperti, in letteratura ed anche nelle inchieste giornalistiche, si parla sempre dei giovani lavoratori, spesso precari e dal futuro incerto; meno frequente invece, il tema dei lavoratori over 50, la generazione dei cosiddetti baby boomer.
L’autore va oltre l’immagine classica degli over 50, solitamente percepiti come una sorta di casta, che gode di tutele. Un problema particolarmente italiano, come Rampini nota quando rientra nel nostro Paese, anche solo per qualche giorno, dagli Usa, dove fa il corrispondente  per il quotidiano La Repubblica.
Figli del boom economico, tanti e longevi, i lavoratori over 50 restano una grande risorsa per il mondo del lavoro. Rampini descrive attraverso flash ed episodi come molti sanno affrontare la sfida di inventarsi una nuova vita e un nuovo ruolo per i prossimi anni. In America qualcosa comincia a muoversi, e in Italia?

Scheda del libro:
Titolo: “Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo”
Autore: Federico Rampini
Editore: Mondadori
Anno: 2012
Pagine: 169
Prezzo: 16 euro

venerdì 8 marzo 2013

Psicologia del lavoro e produttività


Intervista a Silvio Carlo Ripamonti, ricercatore e docente di Psicologia del lavoro e dell’organizzazione, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

La psicologia del lavoro gioca un ruolo di primo piano nell’organizzazione di un’azienda. Non si tratta certo di un aspetto secondario e non deve essere sottovalutato, perché riguarda da vicino la qualità e la quantità del lavoro che si svolge all’interno di un’impresa. Per approfondire il tema, abbiamo intervistato il Professor Silvio Ripamonti, ricercatore presso l’Università Cattolica di Milano ed esperto della materia.
A che punto è oggi la ricerca sulla psicologia del lavoro?
La struttura del lavoro, che è radicalmente modificata, ha reso necessario modificare ed ampliare i paradigmi di studio che vogliano comprendere le dinamiche che si generano sui luoghi di lavoro oggi. Nella ricerca in psicologia del lavoro si possono cogliere due tendenze; la prima tende a spostare l’attenzione dai temi classici di studio verso nuovi ambiti, assolutizzando i cambiamenti.